Gli sprechi energetici costano 47 miliardi di euro annui

ricerca-cresmeUna recentissima ricerca del CRESME evidenzia come i costi degli sprechi energetici incidano ancora in modo veramente importante sui bilanci delle famiglie e del Paese.

In cima alla classifica degli “spreconi”: gli edifici residenziali.
Responsabili per oltre 45 MLD di euro, hanno poche giustificazioni: gli incentivi per effettuare gli interventi ci sono da tempo, e quindi va capito perché non vengono sfruttati adeguatamente.

Poi le scuole, a “quota” 1,3 MLD, che non sono pochi, ma pur sempre una frazione della quota residenziale. Sicuramente più strette dal punto di vista della disponibilità delle agevolazioni: c’è il conto termico, certo, e i TEE, e forse anche i bandi europei… ma quanta fatica per tutta la trafila burocratica necessaria!

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La manutenzione della caldaia

Leggendo questa mattina questo articolo sono rimasto molto colpito dai numeri presentati: a Milano, nel cuore della Lombardia, regione notoriamente tra le prime ad aver emanato tutta una serie di provvedimenti per l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici (e da ultima la DGR 1216 del 10/01/2014, che recepisce il DPR 74/2013 proprio in merito all’esercizio e alla manutenzione degli impianti termici), oltre il 40% degli impianti non è risultato conforme ai controlli.
Addirittura ben 20 impianti (su 7200 ispezionati, quindi una quota piccola, certamente) sono risultati in condizioni tali da essere pericolosi per cose o persone e sono quindi stati sequestrati. È una cifra impressionante.

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Pompe di calore e caldaie: per le detrazioni una convivenza impossibile?

Questa mattina è apparso su Edilportale un articolo suscettibile di generare parecchia confusione. Come si legge nel titolo infatti (www.edilportale.com/news/2014/01/normativa/pompe-di-calore-s%EC-al-65-se-non-coesistono-con-impianti-a-gas_37318_15.html) sembra che per installare una pompa di calore e godere delle detrazioni del 65% questa debba essere necessariamente alimentata con una fonte diversa dal gas.

Nulla di più sbagliato.

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I valori nominali delle prestazioni hanno ancora senso?

I valori nominali hanno ancora senso?Le prestazioni delle pompe di calore: i valori nominali hanno ancora senso alla luce delle nascenti normative?

E’ possibile ritenere ancora sufficiente un unico dato di resa nominale delle apparecchiature in pompa di calore? In passato sicuramente si, ma oggi? Cosa sta cambiando?

Le ormai obsolete norme tecniche UNI 10348, prevedevano un sistema di stima stagionale e mensile del COP (coefficient of performance – coefficiente di prestazione) basato su un’unica formula valevole per tutte le tecnologie possibili (pompe di calore elettriche, ad assorbimento, a motore endotermico, ad espansione diretta) per l’applicazione della quale i costruttori dovevano fornire unicamente un solo dato di prestazione, specificando la temperatura della sorgente fredda (aria esterna, o acqua di ritorno all’evaporatore). Addirittura non serviva indicare la temperatura di mandata all’impianto di riscaldamento!

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La componentistica ISPESL

Componentistica ISPESLL’accoppiamento di più pompe di calore ad assorbimento a gas comporta la realizzazione di un impianto di riscaldamento oltre i 35 kW. In base a quanto prevede il Decreto Ministeriale 1.12 1975 e la Raccolta R dell’ISPESL, questo impianto è soggetto a controllo da parte dell’ISPESL, quindi va denunciato.

La particolarità di questo impianto, e la sua differenza rispetto ai tradizionali impianti di riscaldamento con caldaie, risiede nella componentistica di controllo e sicurezza da installare. In base a quanto stabilito dalla Raccolta R ed. 2009, cap. R.1.A p.to 3, essendo l’impianto di riscaldamento dell’acqua calda verso l’impianto costituito da un circuito secondario, su questo non è necessario installare tutti i dispositivi di controllo e sicurezza, ma solo dei sistemi di espansione del fluido.

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