Pompe di calore e radiatori: matrimonio impossibile?

Pompe di calore e radiatori: matrimonio impossibile?Nel momento in cui si pensa ad un impianto esistente (o anche di nuova progettazione) a radiatori (i classici termosifoni, per intenderci), si tende ad escludere che possa essere alimentato con le nuove pompe.

Un matrimonio che non s’ha da fare, insomma e che, diciamola tutta, è spesso un fattore limitante all’applicazione di una pompa di calore che ha il grande pregio, tra l’altro, di utilizzare energia rinnovabile.

Questo un po’ per via dell’abitudine a utilizzare comunque, specie nelle installazioni residenziali, il sistema a radiatori, ma anche per via di aspetti progettuali, quali le temperature di esercizio e il salto termico. Infatti i radiatori sono progettati per lavorare tipicamente ad alta temperatura (dai 50 fino agli 80 gradi centigradi) con un salto termico di 20°C (quale quello utilizzato dalle caldaie a condensazione), mentre le pompe di calore lavorano a temperature massime di 65°C (e molte pompe di calore elettriche si fermano a poco più di 50°C) con un salto termico di 10°C.

Come conciliare questi due mondi?

La prima risposta può essere di incrementare le superfici di scambio dei radiatori in modo da compensare la minore temperatura e il ridotto salto termico.
Ma è proprio vero che è necessario aumentare la superficie dei radiatori?

Guardando un poco nel dettaglio la norma di riferimento sugli scambi di calore dei radiatori, azzardo ad affermare che la superficie mancante tra la coppia di temperatura 80/60 e 65/55°C, spesso è coperta dal sovradimensionamento che tipicamente veniva fatto all’atto dell’esecuzione dei lavori.

Se poi negli anni sono state apportate alcune migliorie sulle dispersioni (ad esempio la sostituzione delle finestre con doppi vetri o l’applicazione di un minimo di coibentazione) c’è l’effettiva possibilità che anche con temperature leggermente più basse dell’acqua e senza alcun adeguamento si possa raggiungere lo stesso comfort, ma con una tecnologia, quelle delle pompe di calore, certamente performante e che utilizza una quota di energia rinnovabile, a tutto vantaggio dell’ambiente … e del nostro portafoglio!

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4 comments to Pompe di calore e radiatori: matrimonio impossibile?

  • FEDERICO

    Mi trovo daccordo su quello che hai esposto. Le pompe di calore ad oggi permettono di fare un salto di qualità all’edificio.
    Una temperatura costante impostata a livello ambiente, favorisce proprio grazie a questo sistema di riscaldamento risparmi elevati rispetto ad una caldaia tradizionale.

  • federico

    in effetti anchio sono un pò in questa situazione, ho un impianto con caldaia a 3 opzioni stufa a legna pannello solare termico e purtroppo gpl… volevo inserire se riuscivo una modifica con pompa di calore in sostituzione al gpl sfruttando l impianto attuale.. ho ristrutturato casa con finestre a doppio vertro in pvc , coibentazione dei tetti e intonaci nuovi.. l inverno qui a 500 mt dal mare fa veramente freddo:) e a volte c’è la neve!

  • Michele Lombardi

    Vorrei montare una pompa di calore da collegare all’impianto di fotovoltaico che sia adatta a riscaldare d’inverno il circuito chiuso dell’acqua dei radiatori a 70 gradi (riscaldamento a radiatori) e contestualmente a riscaldare acqua calda per i fabbisogni di casa in quanto voglio eleminare completamente l’impianto a gas in casa e utilizzare solo energia pulita. Che tipo di caldaia murale mi consigliate di acquistare e se ci sono in circolazione e dove?
    Grazie.

    • Ilario Bonomi

      Gentile utente, Robur SpA produce pompe di calore ad assorbimento a gas metano, che permettono di raggiungere con ottimi valori di efficienza anche le temperature più elevate (65°C per riscaldamento e 70°C per acqua calda sanitaria). Le pompe di calore elettriche, per quanto valide, difficilmente riescono a raggiungere gli stessi valori di efficienza a parità di temperatura. Molto più spesso si ha un notevole deterioramento delle prestazioni già sopra i 50°C. Con l’abbassamento delle temperature esterne le prestazioni dei modelli elettrici peggiorano ulteriormente.
      Pur non conoscendo la sua posizione geografica, le suggerisco di valutare con molta attenzione questo tipo di applicazione in quanto in base all’esperienza non si tratta di una soluzione idonea a garantire il comfort desiderato in ogni condizione. Infatti spesso i costruttori di pompe di calore elettriche affiancano delle caldaie tradizionali a gas metano alle loro unità proprio per risolvere i problemi relativi al raggiungimento e mantenimento delle alte temperature, in particolare quando la temperatura esterna è bassa, cioè proprio quando è richiesto il massimo fabbisogno termico.

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