Elettricità e gas: in medio stat virtus

È recente la notizia del rischio di black-out cui il nostro Paese, e in modo particolare il nostro tessuto produttivo, è esposto in seguito alle operazioni di dismissione (nel caso della Germania) o di manutenzione (nel caso della Francia) delle centrali elettronucleari che fino ad oggi hanno contribuito, e in modo sostanziale, alla rete di distribuzione europea, cui ovviamente è connessa anche l’Italia.

Il monito arriva dalla ENTSO-E, l’Associazione degli Operatori Elettrici Europei, e ribadisce quanto già segnalato in passato (a dimostrazione che il problema era noto e che poco si è fatto per gestire per tempo l’emergenza).

Curioso il fatto che proprio la Germania, paese che molto si è esposto sull’utilizzo massiccio delle fonti rinnovabili di energia, anche nel settore della generazione elettrica, sia fortemente in crisi di fronte alla prospettiva di chiusura di otto delle sue centrali nucleari, chiusura fortemente voluta a livello politico (in seguito alle pressioni dell’opinione pubblica, sicuramente non informata in modo completo sui vantaggi e svantaggi di una decisione così drastica) ma forse non adeguatamente valutata nelle sue implicazioni per le imprese e per tutte le utenze elettriche “normali”, che come più volte evidenziato da tutti gli studi internazionali, non sono certamente oggi, e ben difficilmente potranno esserlo a breve, alimentate sfruttando esclusivamente potenza elettrica da fonte rinnovabile (vedere anche http://www.roburperte.it/2011/01/31/fonti-fossili-e-rinnovabili-diamo-una-prospettiva-realistica/).

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Rinnovabile non è solo solare!

Quando si parla di energie rinnovabili, tanto forte è stato negli ultimi anni il condizionamento mediatico, che questo concetto viene immediatamente associato ai pannelli solari, termici o fotovoltaici che siano.

Tuttavia è assolutamente necessario ricordare che questi oltre che a costituire solo una parte delle energie rinnovabili nel loro complesso, questa parte non è affatto quella preponderante, almeno come “peso” energetico.

Va ricordato infatti che, alla luce della Direttiva 2009/28/CE (Direttiva “RES”) e delle Leggi 96/2010 (conversione della Direttiva 28/2009) e DL 28/2011 (“Decreto rinnovabili”), sono classificate come energie rinnovabili l’energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.

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Tramonta l’era degli incentivi fuori di… mercato

Tramonta l’era degli incentivi fuori di... mercatoDecreto attuativo sul fotovoltaico – Tramonta l’era degli incentivi fuori di …  mercato

È stato pubblicato sulla Gazzetta Italiana n. 109 del 12 maggio il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 5 maggio 2011 che regolamenta il quadro incentivante per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, con particolare riferimento alla fonte solare fotovoltaica (il cosiddetto “quarto conto energia”).

Numerosissime le persone che si sono stracciate le vesti, con grande clamore di piazza, fin dalla pubblicazione del DL 28 del 03/03/2011, tacciato a torto del soprannome di “ammazzarinnovabili”. Ma la realtà ovviamente è diversa.

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Nucleare: strada obbligata per il futuro?

IL nucleare è la strada obbligata?Il nucleare come strada obbligata per il futuro…è tutto vero oppure…?

Premetto come necessaria precisazione che sono un ingegnere nucleare, quindi si suppone che di nucleare possa parlare con un minimo di cognizione di causa, e non per aver letto su qualche giornale (spesso tutt’altro che scientifico) qualche articolo sull’argomento.
Questa premessa si rende necessaria in quanto sappiamo tutti come certi argomenti spesso escano dalla scientificità nell’esposizione di tesi pro o contro e sconfinino pericolosamente nel fanatismo…il nucleare è forse l’esempio più lampante di questo genere di argomenti.

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Energia rinnovabile: raddoppiare lo sfruttamento senza raddoppiare i costi

Abbiamo avuto modo di vedere, nell’articolo “Energia rinnovabile autosostenibile” e nell’articolo “Acqua calda sanitaria: non solo sole!”, come sia possibile abbinare con successo tecnologie differenti in modo da sfruttare al meglio le fonti rinnovabili di energia che, lo ricordiamo, per la legge italiana (Legge 96/10 del 4 giugno 2010) ed europea (Direttiva “RES” 2009/28/CE), comprendono l’energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.

Ormai sono numerose le Regioni italiane che hanno reso obbligatoria la copertura di una quota di fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili di energia. Una buona parte fa riferimento alla produzione della sola acqua calda sanitaria, ma alcune regioni più lungimiranti hanno esteso la valutazione di questo risparmio anche al servizio di riscaldamento, che energeticamente costituisce, come è ovvio, la massima parte del consumo energetico invernale di un edificio (a livello europeo è stato calcolato che solo il 9% del consumo energetico complessivo annuale è dovuto alla produzione di acqua calda sanitaria).

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