Report IPCC 2014: il metano ponte tra un mondo “a carbone” e un mondo “rinnovabile”

Il nuovo rapporto stilato dagli esperti dell’IPCC, liberamente disponibile su www.ipcc.ch/report/ar5/wg3/, evidenzia ancora una volta come gli effetti dei cambiamenti climatici non siano ancora sufficientemente contrastati a livello globale, complice la mancanza di omogeneità nell’approccio alla problematica, cosa che le varie conferenze sul clima hanno evidenziato in modo drammatico, concludendosi sempre più spesso con un nulla di fatto, come nel caso dell’ultimo appuntamento del 2013 a Varsavia, dove nonostante tutte le belle parole scambiate, non c’è stato verso di accordarsi su una posizione condivisa e di impegnarsi concretamente a fare qualcosa.

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Dossier Legambiente: tutti in Classe A. Ma dalle etichette bisogna passare ai fatti

legambiente_tutti-in-classe-aLa recente pubblicazione del Dossier di Legambiente “Tutti in classe A”, disponibile sul sito di Legambiente (http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/tutti-classe-A) permette di prendere coscienza dello stato dell’edilizia residenziale italiana oggi.

L’indagine traccia una radiografia rappresentativa del panorama edilizio nazionale, sia relativo a edifici più datati, sia a edifici di nuova realizzazione, in apparenza con elevati standard energetici.
L’indagine evidenzia il problema, ben noto ai tecnici, della disomogeneità delle procedure di valutazione energetica sul territorio nazionale, tuttora irrisolta nonostante i numerosi interventi normativi che si sono succeduti nel tempo, non ultima la Legge 90/2013.
Se da un lato è fin troppo ovvio notare come gli edifici più vecchi siano dispendiosi in termini energetici, spiace constatare che anche quelli nuovi, per quanto realizzati pubblicizzando con grande enfasi standard di bio-edilizia o bassi consumi energetici, siano di fatto solo di poco migliori, a causa dell’assenza di tutti quegli accorgimenti (progettuali e di scelta dei materiali e delle tecnologie) che permettono davvero di ottenere delle prestazioni “di classe A”.
Forse più ancora che di ulteriori incentivi, che invece la posizione di Legambiente invoca, c’è bisogno di una cultura reale e condivisa della corretta progettazione e del migliore utilizzo degli strumenti tecnici e normativi già esistenti.
Sicuramente è urgente intervenire in modo concreto sulla ristrutturazione dell’esistente, vero “campo di battaglia” per una reale messa in efficienza del patrimonio edilizio italiano.

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Gli sprechi energetici costano 47 miliardi di euro annui

ricerca-cresmeUna recentissima ricerca del CRESME evidenzia come i costi degli sprechi energetici incidano ancora in modo veramente importante sui bilanci delle famiglie e del Paese.

In cima alla classifica degli “spreconi”: gli edifici residenziali.
Responsabili per oltre 45 MLD di euro, hanno poche giustificazioni: gli incentivi per effettuare gli interventi ci sono da tempo, e quindi va capito perché non vengono sfruttati adeguatamente.

Poi le scuole, a “quota” 1,3 MLD, che non sono pochi, ma pur sempre una frazione della quota residenziale. Sicuramente più strette dal punto di vista della disponibilità delle agevolazioni: c’è il conto termico, certo, e i TEE, e forse anche i bandi europei… ma quanta fatica per tutta la trafila burocratica necessaria!

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Rapporto ISTAT Noi-Italia 2014: una foto in chiaroscuro

Nel rapporto ISTAT Noi-Italia 2014 (http://noi-italia.istat.it/) emerge, relativamente alla parte ambientale, come nel 2011 (quindi con dati ancora vecchiotti) l’Italia abbia ridotto la sua emissione di CO2 in modo significativo rispetto al 2010, avvicinandosi agli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto.

Peccato che questo sia avvenuto di fatto a spese di una sostanziale de-industrializzazione di vaste zone della Penisola, come risulta evidente anche dalla diminuzione dell’intensità energetica e del consumo pro-capite di energia elettrica, più marcato proprio nei settori industriale (-6-6%) e domestico (-1%), che rappresentano gli ambiti a consumo più elevato.

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